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Blogger: momoiro

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un uomo onesto ,un uomo probo, si innamorò perdutamente di una che non lo amava niente. gli disse "portami domani, il cuore di tua madre per i miei cani". lui dalla madre andò e la uccise.. dal petto il cuore le strappò e dal suo amore ritornò. non era il cuore, non era il cuore.. non le bastava quell'orrore. voleva un'altra prova del suo cieco amore. gli disse "amore, se mi vuoi bene, tagliati dai polsi le quattro vene." le vene ai polsi lui si tagliò e come il sangue ne sgorgò, correndo come un pazzo da lei tornò. gli disse lei ridendo forte "l'ultima tua prova sarà la morte." e mentre il sangue lento usciva e ormai cambiava il suo colore la vanità fredda gioiva, un uomo si era ucciso per il suo amore. fuori soffiava dolce il vento, ma lei fu presa da sgomento quando lo vide morir contento. morir contento e innamorato quando a lei niente era restato. non il suo amore non il suo bene, ma solo il sangue secco delle sue vene.

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di arte. di bellezza. di armonia. di finzione per diventare qualcun'altro. di bei vestiti. del nero. del rosso. di miyavi quando fa le smorfie. di ruki per quello che mi trasmette. della musica che mi permette di sognare. delle tragedie raccontate. dell'amore vissuto fino alla morte. della mia gatta quando si fa pacioccare. della mia testa sempre in movimento. di questo bellissimo mondo che sta morendo. di un abbraccio sincero.

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"amano il denaro, non si vergognano a chiederne e qualche volta a prenderne... Hanno molta vanità e nessuna vera Grandezza. é rarissimo, oggi, trovare a corte dei caratteri: nessuno si distingue, nessuno spicca sugli altri; tutti sembrano appiattiti sullo stesso livello."
queste parole, cara gente, venivano scritte nella prima metà del 700 in Francia.
giusto una piccola dimostrazione di come l'essere umano sia alla fine sempre uguale e sempre terribilmente noioso interessante e deprimente...

scrivo stranamente di sera, poichè questo pomeriggio non mi sono fermata un attimo.
tra le cose che ci sono state assegnate da fare a casa c'è anche il dover inventare un disegno per una stoffa.
adoro addormentarmi la sera soddisfatta per quello che ho fatto durante la giornata.

untitled
"è singolare che in questo paese tale virtù [la franchezza] sia punita. L'ho sperimentato di persona e mi sono ripromessa di non dire mai a nessuno la verità in vita mia."  "Da quando sono qui, ho visto e riflettuto non poco: perlomeno, ho acquisito la conoscenza degli esseri umani... sono sempre gli stessi, a Parigi come in qualsiasi altra città di provincia e a Corte. La differenza degli obiettivi rende le cose più o meno interessanti e fa apparire i vizi in modo più evidente."
queste altre parole invece, mostrano la natura, incline all'osservazione pensiero e ragionamento, della marchesa di Pompadour. O se preferite chiamarla col suo vero nome: di Jeanne-Antoinette Poisson, nata borghese e divenuta amante di Luigi XV.
anche per questa sua condizione era "gentilmente" chiamata dal Delfino maman-putain.
se fosse vissuta nella nostra epoca avrebbe quasi sicuramente fatto l'attrice o la cantante.

Sulla strada per Cuneo gli aironi volano e riposano....


momoiro@21:46,giovedì, 15 novembre 2007
riflessioni, umori, storia
commenti (4)

ringrazio tutti quelli che hanno commentato.. ma sto solo scrivendo per il puro piacere di farlo, quello che passa per la mia testa.. e per il mio cuore….n.n

il carro di legno passava lento tra la folla. Lei avevi i capelli tagliati corti e bianchi a causa dei suoi ultimi anni. Le mani legate dietro la schiena e nulla addosso che le ricordasse il suo passato.
una folla di pezzenti, popolani, fanatici e intellettuali aspettavano il suo passaggio, mentre un pittore che seguiva la corrente,  ne faceva dal suo studio uno schizzo pronunciandone il labbro e il naso.
il carro di legno passava lento tra la folla, procedendo a strattoni ed era difficile non cadere…
nel pubblico opinioni differenti.
c’era chi la considerava solo una vittima.
chi pensava che fosse una spia e doveva morire perché aveva sempre tradito il loro amato paese.
chi la vedeva come l’ultimo ricordo del passato che volevano abbattere per costruire il loro nuovo futuro.
chi piangeva per lei perché la ricordava per la sua generosità e gentilezza.
chi la vedeva solo come un simbolo della loro rivoluzione.
chi la bandiva per la sua immoralità e la accusava di essere meretrice e strega.
chi pensava che fosse semplicemente stata travolta dalla storia…
chi si lasciava trascinare dalla folla in un odio che neanche capiva.
e mentre tutte queste menti, sensazioni ed emozioni contrastanti e vorticanti aspettavano il momento finale, lei saliva sul palco allestito per l’occasione, dando prova solo in quegli ultimi momenti di essere una vera regina.
anno 1793



momoiro@12:12,domenica, 16 settembre 2007
storia
commenti (7)