



la mattina nell'alba, la violenza dei rossi e dei viola delle nuvole si scontrava con il pallore del cielo mattutino..
l'aria era fresca e profumava di montanga.
mi innondava i polmoni e li espandeva. un attimo di pace ottenuta, in armonia con quelle strade, con quel ponte, con quel cielo, con quell'infinito...
e cogli il suo volto.
cogli la piega del suo profilo..
cogli le sue labbra, che invitano ad essere accarezzate per esser meglio comprese nella loro forma..
cogli i suoi occhi scuri che non sai mai dove guardano..
cogli i suoi capelli che per te sono i più morbidi del mondo.. i suoi capelli che ricadono sul collo...
cogli la linea morbida delle sue spalle. più morbida dei canoni a cui sei abituata..
cogli tutto, in un semplice gesto che sta nel posare uno strumento sul foglio e farlo scorrere lasciando un segno scuro..
e non saprete mai di ki sto parlando.
potrete fare delle ipotesi.
ma non ammetterò mai.
perchè tanto non è un mistero.
e forse non sto parlando seriamente di una persona precisa, ma solo di un ideale nella mia testa.
forse sto parlando della bellezza che tutti noi sogniamo..
per quanto ci sia stato oggi un momento di rabbia dovuto alla mancanza di corrente e alla impossibilità di usare il computer, ora mi sento meglio.
come mi sentivo meglio anche al pensiero di venire qui.
come mi sentivo meglio dopo esser riuscita a dipingere.. (se vogliamo usare un parolone)
.. più vuota, più leggera, come dopo aver superato un ponte molto alto..
attraversato un oceano, saltato fino alla punta di un albero, mandato un bacio al cielo..
e si, sono in un momento di pura positività..
e ringrazio la tarta che ascolta..
oltre ad un'altra persona..
ora il moleskine mi chiama..

qualche notte fa ho sognato la mia morte...
ammetto che non ne ero molto preoccupata. a quanto pare era tutto pianificato.. probabilmente io stessa l'avevo deciso. una morte per sfuggire a qualcosa che non ricordo. quasi come l'ingerire una sostanza che ti rende tale solo per un certo tempo, per poi tornare in vita..
ma non c'era niente di questo. sarei morta davvero.
non avevo paura. solo una leggera ansia come se avessi dovuto affrontare un'interrogazione.
non temevo il dopo. sapevo che la morte e l'annullamento sarebbero durati poco. dopo mi sarei risvegliata in un altro posto.. anche se non saprei dire quale poichè mi sono sveglaita...
c'era solo l'incognita del dopo..
certo, a volte mi assaliva il dubbio che non avrei riaperto gli occhi.. che la mia coscienza poteva svanire del tutto.. ma erano solo dubbi momentanei.. sapevo che era solo la paura di una qualcosa che non conoscevo a farmi pensare simili assurdità..
dopo mi sarei risvegliata. ne ero certa. e sarei stata meglio di prima...
scrivo ora il testo di una lapide che si trova a Cuneo, che trovo semplicemente stupenda...
lo avrai
camerata kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi
non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti vide fuggire
ma soltanto col silenzio dei torturati
più duro d'ogni macigno
soltanto colla roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo
su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci troverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
resistenza
simili parole ti fanno nascere ancora una piccola speranza che l'essere umano non sia solo spazzatura..
oppure ti fanno pensare che ormai i tempi in cui si credeva davvero in qualcosa e ci si impengava per ottenerla sono morti... e chissà quando ritorneranno....
